l'Eugenio tascabile

(letteratura e compagnia danzante)
l’Et è la versione tascabile de l'Eugenio.


  • Aprile 17, 2014 10:44 am
  • Aprile 14, 2014 6:44 pm

    Il faut faire comme les animaux qui effacent la trace à la porte de leur tanière."

    — Montaigne, Essais (I, 39)

  • Aprile 13, 2014 9:51 pm

    Vittorio Gassman e Serge Reggiani, "La terrazza" (Ettore Scola, 1980).

    (Fonte: haidaspicciare)

  • Aprile 8, 2014 11:35 am
    Flaubert a Ernest Chevalier. Rouen, 28 marzo 1841. View high resolution

    Flaubert a Ernest Chevalier. Rouen, 28 marzo 1841.

  • Aprile 6, 2014 12:35 pm

    CALVINO Bruno Schacherl, che si era offerto come traduttore, scrive proponendo di pubblicare un volume che raccoglie i telegrammi partiti dalla stazione di Astapovo per la malattia e la morte di Tolstoj (1080 telegrammi). Io non credo possa interessarci.
    EINAUDI D’accordo."

    I verbali del mercoledì. Riunioni editoriali Einaudi; 23 novembre 1960. (via consquisiteparole)

  • Marzo 28, 2014 6:23 pm
    Nabokov traduttore dell’Onegin (via Paris Review) View high resolution

    Nabokov traduttore dell’Onegin (via Paris Review)

  • Marzo 26, 2014 12:46 pm
  • Marzo 25, 2014 10:56 am
  • Marzo 18, 2014 3:37 pm

    In altre parole, io persevero."

    Jacques Lacan, Lettera di dissoluzione (in Autres écrits)

    [nota: persévère, persevero, omofono di père-sévère, padre severo]

  • 3:20 pm
    R. C.

    R. C.

  • 2:58 pm
  • Marzo 13, 2014 2:28 pm

    La distruzione di immagini che raffigurino qualcosa è distruzione di una gerarchia che non si riconosce più. Si violano distanze stabilite in generale, che sono evidenti a tutti e valgono ovunque. La loro rigidità era l’espressione della loro permanenza; si crede che esistano da tempo, ritte e inamovibili; ed era impossibile avvicinarle con intenzione ostile. Ora sono travolte e giacciono in rovina. In questo atto si è compiuta la “scarica”. Ma non sempre essa va cosìlontano. La distruzione consueta, di cui si è parlato all’inizio, non è altro che un attacco a tutti i “confini”. Vetri e porte appartengono alle case: sono la parte più vulnerabile dei loro confini verso l’esterno. Quando porte e vetri sono frantumati la casa ha perso la sua individualità. Ognuno ormai può penetrarvi a piacere, e nulla e nessuno vi sono al sicuro. Si ritiene, però, che di solito in quelle case si rintanino gli uomini che cercano di escludersi dalla massa: i suoi nemici. Ma ora è distrutto ciò che li divide. Nulla si frappone più tra essi e la massa. Possono uscir fuori e unirsi a lei. Si possono andare a prendere. Ma c’è dell’altro. Lo stesso uomo singolo ha la sensazione di oltrepassare nella massa i confini della propria persona. Egli prova sollievo, poiché‚ sono abolite tutte le distanze che lo rigettavano e lo chiudevano in sé. Tolto il peso della distanza, egli si sente libero e la sua libertà è passar oltre questi confini. Ciò che gli accade dovrà accadere anche agli altri e lui se lo aspetta. È stimolato dal fatto che un vaso di coccio sia soltanto confine, limite. Di una casa lo stimolano le porte chiuse. Si sente minacciato da riti e cerimonie; tutto ciò che mantiene le distanze gli appare minaccioso e insopportabile. Ovunque si cercherà di riportare la massa che si è frantumata in quei recipienti prefabbricati. Essa odia le sue prigioni future, le ha sempre viste come prigioni. Alla massa nuda tutto appare come la Bastiglia. Il mezzo di distruzione più impressionante di tutti è il fuoco. Lo si vede da lontano e attira altra gente. Distrugge in maniera irrevocabile. Nulla dopo il fuoco rimane com’era prima. La massa che appicca il fuoco si considera irresistibile. Tutti si uniranno a lei mentre il fuoco divampa. Esso annienterà tutto ciò che le è ostile. Come si vedrà più oltre, è il simbolo più efficace della massa. Dopo ogni distruzione, massa e fuoco devono estinguersi."

    — Elias Canetti, Massa e potere, Adelphi, traduzione di Furio Jesi

  • Febbraio 23, 2014 10:51 am
    Over the years, Edward Gorey collected twenty-one fur coats, which he was notorious for wearing with Converse sneakers, often to the New York City Ballet. Sometime in the eighties, however (he died in 2000), Gorey seems to have had a change of heart. He opened portions of his home to a family of raccoons that finally settled in the attic. According to a tour guide at the Edward Gorey House, this was an act of penance; Gorey felt guilty for wearing their fur. View high resolution

    Over the years, Edward Gorey collected twenty-one fur coats, which he was notorious for wearing with Converse sneakers, often to the New York City Ballet. Sometime in the eighties, however (he died in 2000), Gorey seems to have had a change of heart. He opened portions of his home to a family of raccoons that finally settled in the attic. According to a tour guide at the Edward Gorey House, this was an act of penance; Gorey felt guilty for wearing their fur.

  • Febbraio 16, 2014 9:37 pm
    Walter Marchetti,  Movements of a fly on a window between 8 am and 7 pm one day in May, 1967 (via atlasofaffinities). View high resolution

    Walter Marchetti,  Movements of a fly on a window between 8 am and 7 pm one day in May, 1967 (via atlasofaffinities).

  • 9:24 pm
    Dagli appunti di Orhan Pamuk per il suo Libro nero (via theparisreview). View high resolution

    Dagli appunti di Orhan Pamuk per il suo Libro nero (via theparisreview).